COME RIVITALIZZARE LA PROPRIA CASA

Mi è sempre piaciuto pensare di poter rendere la mia casa , il mio rifugio, la mia cuccia, un luogo ove potermi rigenerare, ricaricare, proteggere. Ultimamente ci passo per una serie di motivi molto più tempo, ma fatico a sentirmi a mio agio.La percepisco pesante, troppo piena.
Così nel mio solito tentativo di trovare soluzioni e risposte alle mie domande ho trovato una interessante lettura, passatami da Monia che mi ha chiarito le idee e confermato ciò che già più o meno conoscevo in merito a questo argomento.
Ho deciso di condividerlo con voi, perché credo che possa interessare ed essere utile a molti.

Nonostante le case siano il nostro unico rifugio, l’unico luogo che possiamo definire veramente nostro, la maggior parte di noi spesso è insoddisfatta del posto in cui vive. E soprattutto non riconosce le forti conseguenze che le case hanno sulla nostra vita quotidiana. Non dormire bene, non cucinare a casa, vergognarsi di avere ospiti, essere stressati dalle riparazioni sono lamentele che sentiamo spesso da amici e conoscenti e probabilmente anche da noi stessi.

Se queste problematiche peggiorano o persistono, arrivano a influenzare la vita personale e professionale.
Sottrarsi ai problemi e traslocare in un altro appartamento è una soluzione estrema quanto tipica (e aggiungerei non sempre possibile), ma le prime cose che ci seguono quando ci spostiamo sono le nostre stesse cattive abitudini e, come si dice, i nostri bagagli.

Per cui se non cambiano le nostre abitudini, cambiare casa non servirà a granché, non trovate?

Quante volte ci è capitato di essere ospiti di serate in casa di amici, in ambienti perfetti, ma completamente privi di calore, di vitalità, incapaci di farci sentire a nostro agio?
Spesso non è sufficiente curare solo l’aspetto esteriore           ( questo vale anche per noi stessi non trovate? ).

Inoltre non abbiamo chiaro il concetto di quanto un ambiente possa, non solo essere bello dal di fuori, ma possa essere bello anche all’interno, favorendo l’attività che vi stiamo svolgendo.
Avete mai pensato che quando entriamo in una stanza, assorbiamo tutto quello che abbiamo davanti come una spugna asciutta assorbe l’acqua? Il nostro corpo può coprire solo una certa distanza, ma i nostri occhi si muovono assimilandone tutte le parti, compreso il soffitto, gli angoli e il pavimento sotto i piedi.

Quello che tocchiamo e sentiamo, così come quello che vediamo, entra dentro di noi e ci condiziona.

Ne risulta quindi che una stanza può farci sentire turbati e a disagio, oppure a nostro agio e ben accolti.
Una stanza ci può ispirare o confondere. Può farci sentire piccoli o grandi.
Le stanze sono potenti.

E spesso non ci rendiamo conto che la bellezza di una stanza ha più a che fare con il supporto che dà ai suoi occupanti,  piuttosto che con il suo aspetto esteriore.La vera chiave sta nell’unire le due metà.

Un’altra cosa da considerare è che la maggior parte delle questioni domestiche  deriva dal fatto che assimiliamo troppo e smaltiamo troppo poco.

Quanti di noi soffrono senza rendersene conto didisposofobia (la paura di buttare via le cose)?

Beh, io devo dire che senza saperlo credo di essere uno di quei soggetti. E spesso mi sento soffocare dentro la mia casa, che non è neanche così piccola ( 65 mq ), ma che è talmente piena di cose da farmela percepire come se fosse la metà.

Invece di chiederci che cosa farebbe funzionare meglio la nostra casa, saltiamo alla conclusione che deve esistere qualcosa che possiamo comprare per risolvere le nostre sfide domestiche – un televisore dallo schermo ancora più piatto, un guardaroba organizzato o raccoglitori per fotografie classificati in base al colore.

Ma quando facciamo entrare qualcosa di nuovo in casa, raramente eliminiamo qualcos’altro. E’ così che la nostra casa aumenta di peso, cresce malsana e inizia ad assillarci.
Esistono due categorie di persone : calde e fredde.
Calde sono quelle persone che si preoccupano del disordine e dell’organizzazione e che hanno la tendenza a farsi ossessionare molto di più dalla casa. Spesso si tratta di persone socievoli , amichevoli e generose.
I tipi caldi sono buoni padroni di casa, ma non sono bravi a gestire la pulizia e il disordine. Sono messi alla prova dagli eccessi e dall’attaccamento a persone e cose.
Le persone fredde , per contro, usano meno la propria casa e spesso la considerano una seccatura. Vogliono che sia confortevole, ma cercano di fare meno manutenzione possibile. Efficienti di natura, le persone fredde spesso sono precise, brillanti, e indipendenti. I tipi freddi sono buoni ospiti, ma non sono molto bravi a rendere le cose confortevoli. Le persone fredde sono maestre nell’evitare il disordine. A casa, non si dedicano al fai da te e si sentono maldestre. Il fatto di non sentirsi sufficientemente attaccate alle persone e alle cose le mette a disagio.
In ogni caso a prescindere dal tipo di persona in cui ci identifichiamo, la vera cura è l’equilibrio.

Partiamo dal presupposto che sia che ci riconosciamo nell’essere persone calde, sia che ci identifichiamo meglio in quelle fredde, non dovremo mai cambiare il nostro temperamento di base. Rappresenta chi siamo e contiene i nostri punti di forza.
Però possiamo dire che le persone calde raggiungono l’equilibrio “estirpando”, visto che hanno fatto crescere troppe cose. Piccoli gesti come sgomberare un ripostiglio, annullare l’abbonamento a una rivista, o portare un carico di vestiti smessi alla Caritas, contribuiscono a trovare l’equilibrio.

Le persone fredde lo raggiungono “annaffiando e nutrendo”, visto che non hanno coltivato a sufficienza. I loro piccoli compiti allora saranno comprare i fiori tutte le settimane per il tavolo in cucina, appendere tende alle finestre e invitare gli amici a bere qualcosa di tanto in tanto.

La maggior parte delle persone insoddisfatte della propria casa non si rende davvero conto di quali siano i problemi; del resto, come spesso accade, è molto difficile guardare da una certa prospettiva problemi che ci stanno proprio sotto il naso.
Dobbiamo renderci conto che la casa in cui viviamo contiene molto più delle cose che possediamo; contiene vecchie energie ed emozioni che, nel momento in cui decideremo di intervenire effettuando dei cambiamenti, verranno rimesse in movimento e che potranno sorprenderci se non siamo preparati.
A proposito dell’essere preparati credo sia importante però fare una riflessione.
Per quel che mi riguarda, osservando me stessa molto spesso mi rendo conto che in realtà “essere preparata” per me è un eufemismo per esprimere la paura di lasciare andare le cose.
Tutto quello che mi porto dietro – sia nella mia automobile, nella mia borsa o in casa, spesso è direttamente correlato a quanto poco mi fido del fatto che la vita possa guidarmi bene e che gli altri possano aiutarmi in caso di bisogno. A oggi, posso dire di aver scoperto che viaggiare leggeri porta a vivere esperienze molto più ricche, anche se mi riesce ancora difficile alleggerirmi quanto servirebbe.
Tornando alla questione del tipo “caldo” e del tipo “freddo”, resta confermato il fatto che se siamo insoddisfatti della nostra casa, di solito dipende dal fatto che l’energia al suo interno è bloccata. Quando la si affronta liberandola, ci sarà un periodo in cui tutta l’energia bloccata si allenta e fluttua, smuovendo ogni tipo di emozione.

Una persona a me molto cara mi ha insegnato quanto sia efficace “mettere ordine fuori, per mettere ordine dentro”.
Quindi intervenire sull’ambiente in cui viviamo, riportando ordine e armonia, sicuramente ci aiuterà a ricondurci ad un maggiore stato di armonia interna.

Coloro che studiano questo aspetto  sostengono che il segreto di una casa bella e sana deriva dalla comprensione del concetto di “flusso”. Per flusso si intende il passaggio di energia attraverso uno spazio.

Provate ad osservare i bambini : corrono parlano si muovono spontaneamente mantenendo il loro corpo flessibile e sano. Quindi mantenere un movimento completo e flessibile è la chiave per una buona salute.
Beh lo stesso vale per la nostra casa.
Se la nostra casa ci deprime , di sicuro dipende dalla carenza di movimento e di flusso entro le mura domestiche.

Ora consideriamo che l’energia può fluire in tre modi : velocemente, lentamente, o restare immobile.
Allo stato naturale , l’energia fluisce lentamente avanti e indietro, con un moto curvilineo.
Per dirla più chiaramente :
diritto = troppo rapido,
ricurvo = troppo lento,
ondulato = flusso ottimale.

Il fluire dell’energia in maniera naturale al’interno della nostra casa dipende dalla disposizione dei mobili, per esempio. Tendiamo generalmente ad appoggiare tutti i mobili alle pareti per lasciare maggiore spazio al centro della stanza, ma non sempre questa è la soluzione migliore per il flusso energetico.

Un’altra indicazione importante che ci viene data è che bisognerebbe considerare la nostra casa come se fosse “un corpo”. Se è vero che un corpo in salute è sano e bello, lo stesso vale per la nostra casa.
Quindi seguendo il concetto di casa=corpo consideriamo che sia composta da quattro parti : ossa, respiro, cuore e testa.
– Le ossa
Lo scheletro della casa è composto da pareti, pavimento, soffitto, finestre e impianti permanenti.
L’usura di questi elementi basilari, la deteriora.

E se vogliamo continuare con il concetto di salute fisica associato alla nostra casa/corpo, potremmo definire quali saranno i disturbi che ne conseguiranno : il lavello che perde, i muri che si crepano, le piastrelle della cucina che si staccano.

– Il respiro

Il modo in cui sistemiamo la casa determina come respirerà. Un flusso sano viene immediatamente bloccato dalla cattiva disposizione dei mobili o dall’accumularsi del disordine nel tempo.

Disturbi : le librerie sono troppo piene; la posta si accumula sul tavolo da pranzo; alcune parti dell’appartamento non vengono mai usate.




 Il cuore

Il cuore della casa viene espresso emotivamente dallo stile: i colori, i tessuti, le forme e i temi che scegliamo. Se lo stile di una casa non è armonico e uniforme, la casa perde energia, calore e vitalità.

Disturbi : i colori in soggiorno fanno a pugni fra loro, il divano moderno in stile italiano non si abbina alla sedia a dondolo; la stanza è incolore con predominanza di tinte beige e sabbia su pareti e mobili.

– La testa
La testa della casa si esprime nell’intenzione – perchè la usiamo e cosa ci facciamo – e prende forma nell’arredamento. Una casa sana dovrebbe sostenere le nostre attività. Se l’arredamento non si combina con le nostre esigenze, ciò crea disfunzionalità e frustrazione.

Disturbi : il soggiorno non ha una buona illuminazione per leggere; i cassetti in cucina non sono organizzati in modo efficiente e non riusciamo a trovare mai niente; non ci sono abbastanza posti a sedere per gli ospiti.

Quindi dicevamo che le ossa sono la struttura fisica della nostra casa. Formano il contenitore entro cui viviamo. E’ quindi molto importante tenerle pulite e in buone condizioni, altrimenti accumuleranno energia stagnante e trasmetteranno una sensazione di debolezza. Per esempio nel Feng shui la polvere domestica è un grande indicatore di energia bloccata e depressa. A un livello molto sottile, la pulizia della casa esercita un impatto diretto sulla nostra stessa vitalità ed energia.
Il respiro riguarda invece, come dicevamo, la sistemazione della nostra casa. Descrive il flusso attraverso ogni stanza e il nostro modo di adattare lo spazio a ogni attività che vogliamo si svolga al suo interno. La corretta disposizione dei mobili e l’eliminazione del disordine favoriscono il respiro sano della nostra casa. Spesso quando ci trasferiamo per la prima volta in una nuova casa non pensiamo affatto a come disporre dello spazio e a quanto sia importante, ma più semplicemente accade.
Il fattore cuore è una cosa complessa da definire, perchè si riferisce alla vita emotiva della nostra casa.
Quando si prende in considerazione il cuore della casa, il modo migliore per capirlo e lavorarci sopra è cominciare a pensare agli elementi che gli danno la passione.
Gli elementi del cuore – colore, forma, tessuto, e anche profumo – ci influenziano immediatamente e in modo consapevole quando entriamo in una stanza.
Un stanza smuove le nostre emozioni attirando l’attenzione su pochi importanti elementi, mentre tutto il resto fa da sfondo.
Se ci sono troppe cose a contendersi l’attenzione, la nostra casa sarà eccessivamente occupata e stimolata. Per contro se non ce ne sono, la nostra casa sarà priva di vitalità.
La testa si riferisce allo scopo della nostra casa. Descrive la ragione che sta dietro a ogni stanza e supporta tutte le attività a cui teniamo di più. Ci sono due cose che vanno considerate quando si pensa alla testa di una casa: cosa facciamo esattamente nella nostra casa e dove lo facciamo.
Essere chiari e onesti con noi stessi su come usiamo la casa avrà l’effetto di conferirle una forte concentrazione sull’obiettivo e di darle uno scopo.
Non essere chiaro sulla finalità di ogni area della nostra casa causerà disordine e delusione. Se questo atteggiamento si protrae nel tempo, inizieremo ad usare la nostra casa sempre meno.
In conclusione credo che la mia casa abbia bisogno di un intervento drastico.
La staticità che provo in me stessa in questo periodo della mia vita si riflette sulla mia casa. La condizione della mia casa non aiuta certo il fluire di un’energia per me in questo momento indispensabile.
Per cui ora che ho capito quanto la mia casa sia più di quattro mura e dell’arredamento, posso cominciare a vederla come un organismo vivente fatto di OSSA, RESPIRO, CUORE e TESTA e muovermi e lavorare per migliorarla.
La stagione è quella giusta. Quindi forza.
Rimbocchiamoci le maniche!
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Un pensiero su “COME RIVITALIZZARE LA PROPRIA CASA

  1. Mi ritrovo molto in queste riflessioni! In questo periodo la mia casa e’ un vero disastro, sembra appena uscita da un trasloco… ehm… in realta’ e’ appena uscita da un trasloco, e’ venuto a viverci mio marito da qualche mese! Poco spazio e troppe cose! Davvero c’e’ bisogno di sistemarla, peccato che spesso ci sia poco tempo e quel poco si preferisca impiegarlo per altro… mi ci devo un po’ impegnare! Grazie 🙂

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