COME ROMPERE LE SBARRE DELLA COSCIENZA DEI DETTAGLI

tramontorimini

Avete mai provato ad osservare il mare quando sembra una tavola restando seduti sulla riva, guardando l’orizzonte senza fissare un punto preciso? In questo modo viene utilizzata anche la vista periferica che di solito funziona in maniera totalmente inconsapevole. Questo vi consentirà di percepire il moto perpetuo del mare.

A prima vista sembra immobile, ma non lo è affatto.

Nulla in natura è fermo….

” Rompete le sbarre della coscienza dei dettagli. Non interrompete il naturale flusso della vita, sbarrandone il fiume ad ogni svolta, con tronchi di analisi e definizioni” Paramhansa Yogananda

Nello stravolgere per l’ennesima volta l’ordine delle cose che compongono la mia piccola dimora, ho ritrovato un quadro che avevo composto tanti anni fa con alcune foto e frasi tratte dalle letture dell’epoca ( parliamo di circa 15 anni fa ). Il quadro mi ha seguita in tutti i miei traslochi, ma in questi anni avevo dimenticato di rileggere attentamente la frase che avevo scelto allora.

Premesso che la mia mente è sempre stata tremendamente analitica e che in quel periodo attraversavo uno di quei periodi in cui slavine impreviste avevano travolto le traiettorie che avevo creduto determinanti ( la parola “definitive” non mi piace affatto), trascorrevo la maggior parte del tempo ad analizzare ogni virgola e punto del percorso, cercando di capire dove avevo sbagliato, cosa non avevo capito, cosa mi ero persa, quando e perché non aveva funzionato.

Quante volte ci accade di perderci nell’analisi dei dettagli, perdendo immediatamente la visione d’insieme?

I dettagli sono sempre stati il mio cruccio. Adoro i dettagli. Le piccole cose che aggiungono un tocco in più e che spesso rendono le cose uniche. A volte. Perché a volte invece, a forza di concentrarsi su questi benedetti dettagli, ci si perde per strada, si resta ancorati ad un percorso quando potrebbero essercene mille altri più semplici, più diretti in alcuni casi o più obliqui in altri, ma che di sicuro ci condurrebbero ad un risultato migliore.

Ancora oggi mi ritrovo a combattere con la mia tendenza a perdermi sui dettagli. Che sia quando mi vesto, quando riorganizzo l’armadio o i cassetti della mia scrivania, o più semplicemente nel dover sistemare le cartelle del mio incasinatissimo hard disk esterno.

Strada facendo, vuoi per le esperienze che comunque lasciano il segno, vuoi per preziosi consigli e insegnamenti esterni ricevuti in dono, sono giunta alla conclusione che entrambe le cose siano assolutamente indispensabili.

L’osservazione e la cura dei dettagli ci consentono in realtà di poter raggiungere una più completa visione d’insieme. Il trucco sta nel saper usare entrambi gli strumenti in maniera equilibrata riuscendo a non farli divenire come tronchi che bloccano il flusso delle cose.

Perché dettagli o non dettagli, visione completa o parziale, ciò che ci consente di superare gli eventi è il prendere atto che nella vita esiste un flusso che prescinde dalle nostre decisioni, azioni, paure o ragionamenti .

Un flusso che vive di vita propria, che non si ferma mai neanche quando noi siamo certi di esserci fermati o la nostra percezione ci dice che tutto è fermo. 

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