COME COGLIERE I SEGNALI

Nella foto qui sopra potete vedere una parte del mio soggiorno sulla quale sono appese tre targhe.

Hanno una storia, come tutti gli oggetti della mia casa. Le comprai perché riconobbi nel suono di quelle frasi qualcosa che rispecchiava il mio pensiero e le trovai interessanti come spunto per ritrovare motivazione nei giorni neri della vita.
Ma nel tempo hanno cominciato ad avere , oltre a questo, un significato particolare per me.
Credo che la vita tutti i giorni ci lanci dei messaggi ben precisi. Messaggi e segnali che arrivano nelle forme più diverse e che spesso non riusciamo a cogliere, a percepire, a interpretare.
Fa parte di me osservare ogni cosa e cercare di comprenderne il significato sotto tutti gli aspetti possibili.
Gli ultimi anni della mia vita le difficoltà che si sono manifestate e succedute incessantemente, spesso mi hanno allontanata dalla capacità che ho sempre avuto di cogliere le sfumature della vita.
Prima che tutto cambiasse, vivevo a ritmi allucinanti si, la velocità era la caratteristica di certo primaria delle mie giornate, ma nonostante questo difficilmente mi sfuggivano dettagli che nella maggior parte dei casi si rivelavano fonte di ispirazione, avvertimento di cambi di direzione, campanelli di risveglio da un sonno apparente, incentivi a procedere oltre i propri dubbi.
Nel cadere nelle difficoltà, anche la mia capacità di percezione di quella che io chiamo “la voce della vita” è caduta in un sonno profondo.
In tutto questo periodo però….le tre targhe mi hanno sempre “parlato”….a loro modo.

Sono appese al mobile attraverso delle ventose, che vi posso assicurare sono difficili da staccare anche con la forza di due mani.
Beh che volete che vi dica?
A volte capita che una delle tre, si stacchi e cada al suolo e dato che sono di metallo anche rumorosamente .
Preciso che non è mai capitato che ne cadesse più di una alla volta. E guarda caso quella che cade ha sempre uno stretto collegamento con il particolare momento di vita che sto attraversando.

Le tre frasi che potete leggere sono le seguenti :

 

SE UN UOMO NON E’ DISPOSTO A CORRERE QUALCHE RISCHIO PER LE SUE IDEE, O LE SUE IDEE NON VALGONO NULLA, O NON VALE NIENTE LUI.” Mussolini

CHI SI PONE DELLE METE DEVE AVERE IL CORAGGIO DI RAGGIUNGERLE.” Mussolini

VIVI OGNI GIORNO DELLA TUA VITA COME SE FOSSE L’ULTIMO.” Fausto Ghidini

Ultimamente, mi sono ripresa dai momenti più bui, anche se guardando ogni giorno cosa accade intorno sarebbe molto più facile ripiombare nel mio tunnel o cadere in un terribile stato di sconforto, depressione, amarezza e frustrazione.

Questo continuo bombardamento di fatti “estremi” che accadono sul pianeta, crisi economica, politiche in subbuglio, condizioni atmosferiche che mettono a ferro e fuoco molte zone del mondo, ci sono giorni in cui è veramente difficile ricordarsi di quanto sia importante proprio in un momento come questo svegliarsi ogni mattina e cercare di rendere ogni giorno speciale.

Sono circa tre settime che il mio stato fisico non è alle stelle, un po’ il freddo che è giunto tutto in una volta, un po’ le cose che continuano a non funzionare come vorrei e come sarebbe necessario per tirare un sospiro di sollievo, non sono stata in formissima insomma, l’ombra del tunnel aleggiava su di me in questi giorni.

Ieri sera mi sono addormentata sul divano davanti alla tv, ero sola, il mio compagno non c’era ed ecco che nel cuore della notte “dleng dleng” la targa cade al suolo e mi lancia un messaggio inequivocabile.


Così l’ho fotografata e ho pensato che sarebbe stato utile ricordarmi e ricordare anche ad altri l’importanza dei messaggi che spesso la vita ci lancia a volte come un sussurro, a volte come un vero e proprio grido!

Quello che so è che l’ho lasciata lì a terra e questa mattina quando mi sono svegliata, le sono passata accanto e guardandola con un sorriso, mi sono chiesta come avrei voluto che fosse questo giorno.

Forse non sarò riuscita a renderlo speciale,ma di sicuro l’ho VISSUTO INTENSAMENTE.


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2 pensieri su “COME COGLIERE I SEGNALI

  1. Il primo aforisma è di Ezra Pounds. Credo sia morto in manicomio, ma ancora oggi viene studiato, è un personaggio molto controverso.

    Il secondo devo controllare, ma Benito non era un uomo di pensiero ma di azione. Prima fervente socialista, poi fervente fascista, prima fervente difensore dei lavoratori, poi della classe medio-borghese. E’ che aveva voglia di menare le mani, di emergere. Quando hai un tipo così non importa quali pensieri abbia in testa, perché non sono quelli che guidano, ma la propria natura di predatore. Niente di sbagliato, è solo per dire che non sono i pensieri che cambiano le cose, spesso le rallentano. Se Benito o Ezra si fossero fermati a pensare non avrebbero fatto quella fine miseranda. Invece hanno spesso agito senza pensare e hanno seguito il loro destino.

    • Ciao Carissimo,
      Sai, in realtà non ho preso ad esempio coloro che possono aver pronunciato per primi le frasi che mi sono state d’ispirazione e spinta a non mollare in alcuni momenti della mia vita, ma ho semplicemente seguito la vibrazione che quelle frasi facevano risuonare dentro di me quando le ho lette. Trovo che a prescindere da chi le abbia pronunciate, che ci abbiano creduto o no, che le abbiano messe in pratica o rese contraddizioni in se stessi, non sia fondamentale, non per me almeno e non per quello che intendevo dire nel post. Ritengo che quelle frasi (come altre peraltro) contengano un significato che per me ha un suo peso. Sono d’accordo con te sull’opinione relativa all’effetto dei pensieri, ma come sempre ritengo sia fondamentale imparare ad utilizzare la via di mezzo. Ci sono casi in cui pensare blocca il flusso naturale e inevitabile delle cose, altre lo sblocca. Il pensiero come molto altro è uno strumento, come lo è il corpo, come può esserlo la preghiera. Ogni strumento può essere utilizzato positivamente o negativamente….forse il nostro compito, attraverso la sperimentazione è solo quello di imparare ad usarli nel modo migliore.
      Un grande abbraccio.

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