NO CREDIT CARD ? NO PARTY!

Che paradosso!

Mentre torno dal lavoro ascolto “28 minuti” trasmissione su RadioDue di Barbara Palombelli. Argomento del giorno : manovre di Monti in relazione alla spinta sugli italiani ad utilizzare solo carte di credito e non più il contante. Motivazione : combattere l’evasione fiscale costringendo gli italiani a non poter fare più acquisti al di sopra di € 300,00 ( ma sembra che non possano scegliere meno di € 500,00, altrimenti andrebbero fuori corso le banconote del relativo taglio in circolazione ) in denaro contante e inoltre, nel caso in cui, per esempio, volendo farsi un mese di vacanza e necessitando che so, di prelevare in un colpo solo € 2000,00, a subire segnalazioni antiriciclaggio in piena regola. Questo, a detta degli esperti in materia, servirebbe a monitorare le eventuali evasioni fiscali.

Ma di chi?

Beh il paradosso è che mentre ascoltavo questa interessante conversazione radiofonica, stavo per recarmi in banca a restituire le mie carte di credito, dato che non essendo più ritenuta in grado di pagare ( il mio conto non è in rosso, ma in profondo rosso ) non sono più ritenuta idonea a possederne.

Quindi il sistema spinge il popolo italiano a non usare più il contante, ad usare solo il pezzo di plastica che rappresenta soldi virtuali ed io sono da oggi tra quelli che sono totalmente tagliati fuori.

Ma del resto che c’è di nuovo?

Sono tre anni che sono tagliata fuori dal Sistema. Prima potevo attribuire questa condizione ad una mia sensazione causata e disturbata dalla mia depressione per il fallimento economico della mia vita professionale. Ora lo sono a tutti gli effetti a quanto pare, ora è ufficiale.

Ascolto ogni giorno notizie di persone che si tolgono la vita, imprenditori, operai, persone che non ce la fanno più, che non riescono più ad avere una visione di un futuro, ma ciò che è più desolante è che non si riesce più ad averne neanche per il presente.

Il mio presente?

Un lavoro part time che non mi consente neanche di pagare l’affitto e che terminerà fra 30 gg. Nessun altro lavoro all’orizzonte ( ormai ho consumato dita e occhi a cercare lavori ovunque e di qualsiasi genere ) perché cercano laureati ( e io nonostante la mia esperienza lavorativa abbracci 20 anni e una varietà infinita di settori , ho solo un misero diploma )ma che conoscano anche le nuove lingue del mercato ( russo e cinese ed io purtroppo conosco solo inglese francese, un po’ di tedesco e di spagnolo, ma va da sé che son lingue “morte” ) o che abbiano almeno 2/3 anni di esperienza nel settore richiesto ( e specificano di non inviare il curriculum se non in possesso dei requisiti richiesti ovviamente ), oppure cercano apprendisti, stagisti, o persone in lista di mobilità per poter avere ( e ne comprendo la necessità ) sgravi fiscali. Non si riesce neanche a trovare lavoro come commesso ad un banco ambulante di mercato, o a raccogliere la verdura nei campi. Non si trova per fare le pulizie ( le imprese continuano a chiudere con una facilità impressionante ). Forse cerco nei posti sbagliati! Forse deve andare così.

Forse non ho ancora toccato il mio fondo, e mentre il resto del pianeta a suo modo sta scendendo verso il proprio ( fondo ) me ne sto qui, indecisa se piangere per l’umiliazione subita oggi in banca mentre il “povero” impiegato tagliava le mie carte ( ulteriore gesto che simbolicamente ti fa sentire tagliato a pezzettini e ti dà la misura di quanto tu non ti senta in linea con questo tempo, sistema, mondo ) o ridere a crepapelle interpretando invece quel gesto come un taglio con un passato che non voglio più condizioni la mia vita.

Il mio futuro?

Se sopravvivo a questo Natale che sarà illuminato probabilmente solo da candele ( fra le manovre c’è anche l’aumento dei costi dell’energia elettrica ), niente albero, o se si, senza lucine, mi aspetta un gennaio FREDDO e non per le temperature.

In tutto questo continuo a leggere e informarmi, cercando di capire quale sarà il futuro di tutti noi per poter comprendere quale potrebbe essere una direzione per ricominciare.

Ma quando pronuncio la parola “ricominciare” la cui definizione del caro Garzanti dice :

  1. tr. [io ricomìncio ecc.] cominciare di nuovo; anche, ripigliare a fare qualcosa dal punto nel quale ci si era interrotti: ricominciare una lettera, un lavoro, un discorso;ricominciare a parlare, a scrivere in usi assol., gener. sottintendendo ‘a parlare, a disturbare ecc. ‘: tacque per qualche istante, poi ricominciò; si ricomincia! ||| v. intr. [aus. Essere o avere] avere nuovamente inizio; riprendere dopo una pausa: la partita ricominciò tra l’entusiasmo generale; è ricominciato l’inverno; ha ricominciato a nevicare.

nonostante la mia comprensione della lingua italiana sia decorosa, è come se mi suonasse muta.

Qualcuno sostiene che il silenzio contiene molte risposte.

Forse è da lì che dovrei RICOMINCIARE ?


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7 pensieri su “NO CREDIT CARD ? NO PARTY!

  1. Ciao,

    una volta per un periodo ho seguito un sito, che non seguo più, parlava di downshifting. Scrissi questo:

    “mah, forse vedo le cose in modo un po’ diverso questo sì, penso che se uno vuol fare il downsfift in realtà è che è fortunato d poterlo fare. Non ha problemi di disoccupazione insomma. Quello sì che sono problemi, disperazione, etc. Il downshift è un’opportunità di chi ha la possibilità di scegliere… ”

    Questo fu la risposta che arrivò dall’autore del sito, la sorpresa e il disgusto furono tali che… (ti lascio indovinare di chi è il sito e chi è che ha risposto)


    simone says:
    25/03/2011 at 09:59
    beh, mi sembra pleonastico Exodus. Se uno non va veloce come fa a rallentare? La cosa dunque vale per il 91,5% degli italiani che un lavoro ce l’hanno. Un bel gruppone… Stasera ci vediamo a Parigi (per chi lavora o vive lì… anche questo ovvio da dire)

    Se metti le parole su google troverai l’intera pagina. E ho visto, una volta di più purtroppo, che questo è un mondo che si rivolge solo a chi “conta”, ha un lavoro, un reddito, va veloce perchè se si azzoppa va soppresso, soppresso e dimenticato. Alla fine conta solo chi può finanziare gli altri. Conta la massa che produce reddito perché quel reddito fa tanto gola.

    Non è qualcosa di valido solo per i cattivoni delle banche, ma anche per gli “anarchici” o pseudo tali, i “rivoluzionari”, e compagnia bella, non c’è differenza, e ricchi e poveri sono uguali. Non me la prendo coi banchieri, coi politici, le persone gratta gratta sono della stessa pasta, anche chi si gloria di non esserlo e il mondo è così pieno di chiacchiere che a non ascoltarne nessuna si guadagna soltanto.

    Non so che dirti se non che siamo tutti soli in questa vita, e chi cade viene facilmente sepolto. Beh… chissà… magari si può anche risorgere.

    In bocca al lupo.

    EXO

    • ciao Exo,
      grazie come sempre per il tuo commento e per l’in bocca al lupo.
      Sono d’accordo con te su quel che dici del Downshifting e a questo proposito ti invito a leggere il post che ho scritto qualche tempo fa sull’altro mio blog ( ti avevo detto che ne avevo anche un’altro? due per la precisione.) questo è il link che ti porta dritto al post in questione. http://afrugiada.blogspot.com/search/label/DOWNSHIFTING

      per quanto riguarda i due blog : afrugiada.blogspot.com
      vivicongusto.blogspot.com
      Per il momento : buona giornata e un abbraccio.

      • Letto l’articolo.

        Nei commenti del mio penultimo post “Tempo 2” parliamo pure di questo tema.

        La risposta che posso dare io alla tua domanda, naturalmente, è che la povertà non è downshift perché manca completamente la possibilità di scelta. come un matrimonio imposto non è un matrimonio d’amore.

        Mi fermo qui, ho visto troppi movimenti (new age, macrobiotica, politica, roba ancora più strana…) che dovevano cambiare la vita delle persone e di qualcuna l’hanno cambiata tramite le banconote in arrivo ma non c’è niente dietro, dobbiamo proprio cavarcela da soli e non cercare soluzioni se non quelle che riusciamo a costruirci.

        Vorrei dirti di più, ma so che abbiamo sentire molto diversi e le soluzioni che ho trovato per me stesso non andrebbero bene 🙂

        Ciao!

        P.s.: Hai tre blog???

        • già..proprio tre!Beh il primo nato è stato afrugiada e poi il secondo questo. Poi un’amica ha avuto l’idea del blog di cucina ( anche se ultimamente se ne sta un pò in disparte. Per quanto riguarda le nostre visioni, sono si differenti, ma perchè abbiamo due retroterra differenti e ognuno ha il suo percorso, ma credo che sarai d’accordo con me nel dire che la Verità è una e non importa attraverso quale percorso ci si arrivi. L’importante è non smettere mai di cercarLa! Non trovi? Hai tutta la mia stima. Sappilo! 🙂

  2. Qualsiasi cosa ti dicessi non sarebbe risolutiva cara Anna….Pero’, a differenza di molti che si riempiono la bocca di parole ti confesso che io questa fase che stai passando l’ho gia’ vissuta, vivevo all’estero e non avevo nemmeno i soldi, che dico per tornare?!, non li avevo nemmeno per telefonare a qualcuno…Mi sono ripromessa che non mi sarebbe mai piu successo e da quella volta ho lasciato da parte i sogni di gloria per darmi da fare con un lavoro serio, affidabile, sicuro. Credimi, sulla fiducia, perche’ so che nella tua situazione e’ difficile, credi, sto morendo dentro molto di piu ora che quella volta…quella volta rubavo al supermercato per mangiare quando avevo gli svenimenti dalla fame, passavo le giornate dentro alla metro per stare al caldo e facevo compagnia ad un flautista argentino che chiedeva l’elemosina li sotto. Ci credi?!Ero piu viva allora!!! Senti, lascia sul tuo blog l’Iban e vediamo quanta gente vuol fare un’azione di solidarieta’, chiedi aiuto ai tuoi amici, vai a mangiare da loro, con la testa alta, perche’ ad ognuno di noi puo’ capitare di passare questi periodi, fatti aiutare,materialmente e non vergognartene perche’ tu non sei questo, devi imparare ad accettare che tu non sei tutto questo

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