Pubbliche Scuse

Un uomo vede sulla spiaggia un pellicano quasi immobile. È malato? Vorrebbe aiutarlo. Si avvicina e vede che è coperto di formiche. Le spazza via e trascina l’uccello fino alla sua macchina per portarlo da un veterinario. Dopo un’accurata visita, il medico capisce che il pellicano è affetto da un fungo che le formiche stavano mangiando, e che probabilmente avrebbero eliminato del tutto se l’uomo non si fosse intromesso. Morale della storia: a volte la guarigione avviene in modi imprevedibili.“

Questa frase trovata oggi in una pagina di oroscopo (http://www.internazionale.it/oroscopo/) mi ha fatto riflettere.

Quante volte pretendiamo di essere noi quelli che aiutano coloro che amiamo, nel migliore dei casi, nel peggiore, persino persone sconosciute, a risolvere i loro problemi, le loro sofferenze, le loro difficoltà, con la presunzione di sapere quali siano i loro limiti, le loro paure, i loro dubbi e con la convinzione che i nostri metodi, già sperimentati, le nostre regole, siano la soluzione migliore e più efficace oltre che la più veloce per riuscire ad aiutarli nel loro “salto”?

Quante volte pensiamo di sapere cosa si muove all’interno delle persone che abbiamo intorno e soprattutto crediamo di possedere una vista infallibile che ci consente di interpretare inequivocabilmente e in maniera giusta ciò che abbiamo innanzi ai nostri occhi, facendoci giungere alla conclusione che solo noi potremo salvarli dal mondo o ancor peggio da loro stessi?

Già….in questo periodo così strano, intenso, denso, trasformativo, sempre più mi accorgo di questo mio grande, grandissimo limite.

Ho sempre pensato con presunzione, a volte, forse, anche con arroganza, saccenza e supponenza di essere un passo avanti a chi intorno a me sembrava vivere un momento di difficoltà emotiva, interiore o interna che lo si voglia chiamare.

Ho sempre creduto di poter sapere con esattezza quale fosse il momento giusto per premere l’acceleratore, per dare la spinta affinché quel salto potesse avvenire, quali fossero le parole giuste per far comprendere quale fosse il passo ulteriore, quanto fosse giusto spiegare e spiegare e spiegare ciò che per chi avevo di fronte era per il momento completamente incomprensibile, quanto fosse giusto insistere e distruggere le barriere e i muri erti con forza da coloro che cercavano di difendersi dal caterpillar che si trovavano di fronte : io.

Poi leggo questa storiella e così all’improvviso, si accende una lucina…piccola ma intensa che mi dice : ognuno ha il suo percorso e che si chiami la guarigione, il superamento, il salto, avviene davvero in modi imprevedibili… e per quanto a volte quella presunzione mi esca per troppo amore ( o è l’Ego spropositato che contengo??? ) verso chi mi vive accanto, di certo non mi consente di avere la lucidità necessaria per ricordare che a mio tempo, quando qualcuno si permise di premere l’acceleratore quando non ero ancora pronta, quando mi furono gridate parole , seppur vere, per me ancora troppo forti da sostenere, quando mi furono gettati in faccia tutti i miei limiti, le mie favole, le mie scuse e le mie fughe mascherate da grandi motivazioni, fui io la prima a fuggire a gambe levate da chi sembrava non rispettare le mie impossibilità in quel momento.

Chiedo scusa a chiunque si sia trovato di fronte a questo mio grande difetto.

Chiedo scusa per non aver rispettato, tempi, sentire, emozioni, limiti, muri, barriere, persone, sentimenti.

Chiedo scusa per non aver compreso che ognuno deve trovare il proprio percorso, la propria via per fare quel salto, il proprio momento.

Chiedo scusa per il mio spropositato Ego e la mia intollerabile presunzione di aver capito come si affronta la vita.

Umilmente Vostra.

Anna

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2 pensieri su “Pubbliche Scuse

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