GIORNI DI DECLUTTERING

declutter-photo-by-libbywithnall

Sembra facile.

Tutt’altro invece. Chi parla di Decluttering, sostiene che con qualche piccolo sforzo si possano ottenere grandi risultati.

In questi giorni sto provando a “declutterizzare” la mia ingombra casa.

Decidere da che punto partire è indispensabile. Scriversi una tabella di marcia utile. Avere molto tempo a disposizione imprescindibile.

A volte aprire certi cassetti può essere come un viaggio nel tempo. E in confronto la mitica frase di Rutger Hauer nella scena finale di Blade Runner “ho visto cose che voi umani….” sembra una barzelletta al confronto.

Ma la cosa più difficile non è aprire il cassetto, trovare la forza di guardare, riuscire a prendere in mano ogni oggetto, non lasciarsi travolgere da una fiumana di ricordi e immagini, a volte dolci e tenere, altre emotivamente disturbanti per ciò che evocano….la cosa più difficile è e rimane sempre la stessa : cosa gettare.

Gettare : dal dizionario etimologico sappiamo che è un verbo che può essere transitivo il cui significato è scagliare con la mano con forza, fare cadere, versare, mandare fuori. Oppure intransitivo il cui significato ci porta alle parole sgorgare, sbocciare. Ed infine come verbo riflessivo giungiamo a confluire, immettersi, buttarsi in giù , balzare.

Lasciamo da parte la versione riflessiva e intransitiva e restiamo su quella transitiva che fa al caso nostro.

Perché conserviamo qualsiasi cosa? Perché riempiamo ogni angolo di cassetti, scaffali, ripiani, librerie, scatole, contenitori di ogni foggia , di oggetti che pur rappresentando qualcosa nel momento in cui decidiamo di conservarlo, appena il cassetto si chiude ce ne dimentichiamo, lo annulliamo e non lo utilizziamo mai più?

Forse l’essere umano ha bisogno di restare attaccato agli oggetti che gli consentono di restare attaccato alle emozioni ad essi collegate, che a loro volta gli consentono di scappare dalle emozioni che non riesce a controllare, gestire e che non ama provare. Così si avvince come edera agli oggetti dei ricordi ed è così che la matrice del biglietto del concerto di Vasco del 1996 o il biglietto di ingresso a forma di finto dollaro della discoteca più in voga degli anni ’80 a Rimini, il mitico Paradiso, resta come segnalibro dentro un libro che non sfogli da anni.

Conservare può essere utile in certi casi, ma senza la capacità di discernimento diventa estremamente dannoso. Ogni cosa diventa importante, senza esserlo davvero o restandolo solo per pochi istanti per poi essere dimenticato e , sottolineo, accumulato nell’oblio.

Ma ora viene il bello. Ci sentiamo oppressi dalle cose e non riusciamo a lasciarle andare dritte dentro ad un bidone della spazzatura, pur consapevoli della loro totale inutilità nella nostra vita attuale. Quale immenso paradosso masochistico è questo?

Molto bene! Capito questo che si fa? Si lavora sulla capacità di discernimento e devo dire che un’operazione di decluttering è la migliore pratica in certi momenti della vita in cui hai bisogno di fare Pulizia in tutti i sensi, dentro e fuori. Partiamo dal fuori allora….

Cassetti tremate! Sto arrivando!

Declutter

Advertisements

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...