UNA COSA ALLA VOLTA

 

inspiration

Aprì gli occhi.

La luce filtrava dalla finestra.

Il primo istinto fu portare il braccio ripiegato sul volto a coprire quella timida luce.

Il lunedì è sempre un giorno “difficile”.

Ma quel lunedì lo sembrava più del solito.

Eppure partire per un viaggio era sempre stato motivo di grande eccitazione.

Mille pensieri esplosero nella mente in un sol colpo.

Infinite “to do lists” presero forma sul soffitto della stanza, mentre gli occhi cercavano di seguirle e memorizzarle.

 

  • Preparare la valigia e mettere solo l’indispensabile. ( trascinarsela su e giù per i treni non sarà una passeggiata )
  • Verificare che tempo farà nei prossimi giorni. ( non si può prevedere tutto, ma almeno avere un’idea del meteo, consentirà di non subire situazioni sgradevoli )
  • Controllare i biglietti ( memorizzare gli orari e i cambi, per poter essere efficiente quando ci sarà poco tempo per salire sulle coincidenze )
  • Passare in banca.
  • Scegliere abbigliamento comodo per il viaggio ( 12 ore sono un tempo decisamente lungo ).

     

– Scegliere una borsa capiente, ma comoda per il piccolo universo necessario ad attraversare “quella soglia” :

  • kindle
  • tablet
  • macchina fotografica ( metterla in carica )
  • busta con tutti i caricabatteria del caso
  • libro d’inglese
  • ipod

 

Lasciare a casa tutto l’”inutile”:

  • paura
  • sfiducia
  • senso di inadeguatezza
  • bisogno di rassicurazioni
  • timore di non fare la scelta giusta
  • pesi emotivi vari

 

Man mano che pensava ad ogni dettaglio, l’ansia aumentava e la sensazione di sentirsi come prima dell’esame di maturità, le creava quella ruga verticale al centro delle sopracciglia, che compariva ogni volta che qualcosa la preoccupava.

Decise di alzarsi e di iniziare ad agire, essendo consapevole che trasformare i pensieri in azioni avrebbe disteso la ruga e creato il primo sorriso della giornata.

Dopo essersi infilata la vestaglia, andò in cucina, prese il barattolo del caffè dal frigo, preparò la moka e nell’attesa che l’aria della stanza si profumasse dell’aroma del caffè appena fatto, uscì sul terrazzo a scrutare il cielo. Fu travolta da cinguettii festosi e una fresca brezza. Sorrise sollevando il mento e chiudendo gli occhi. Fece un profondo inspiro ed altrettanto profondamente inspirò sperando che quel senso di tensione alla bocca dello stomaco si sciogliesse. Il gorgoglio della moka la riportò al momento presente e rientrando cercò di inebriarsi dell’aroma che ora impregnava la cucina.

Sorseggiò il caffè, lentamente come se questo potesse tardare il momento in cui quei pensieri avrebbero dovuto tradursi in azioni.

Ma qual era il reale motivo per cui un semplice viaggio in treno per raggiungere degli amici in una città europea neanche troppo lontana, in un paese che lei aveva sempre adorato, le creava tanto sconquasso?

 

In un istante, mentre gustava l’ultimo sorso di caffè le si aprì un varco in quella fitta giungla di elucubrazioni mattutine.

Anni trascorsi in una apparente agilità di movimenti atti a schivare i colpi della vita, le apparivano ora in tutta la loro realtà : nessuna agilità reale, solo pesante staticità, movimenti circolari in una spirale di tentativi, ammantati di grandi speranze, ma privi di reale convinzione; azioni ripetute in forme differenti, ma dirette ad un’unica meta sempre uguale a se stessa.

Un po’ come quando per cambiare l’aspetto di una stanza, ci si limita a spostare l’ordine degli oggetti e dei mobili che la riempiono. Al primo colpo d’occhio tutto sembra cambiato, nuovo, stimolante. Ma, nulla è realmente cambiato. Tutto è esattamente come prima.

Si sedette sul divano osservando lo schermo del pc ancora spento e ascoltò quel profondo senso di sconfitta e disincanto che le si faceva largo nel Cuore.

Si era illusa per anni di aver mosso se stessa in direzioni plurime, costantemente in movimento per raggiungere alti scopi di evoluzione personale, raccontandosi ogni giorno di quanto stare fermi fosse deleterio e improduttivo e aveva finito col diventare una runner da tapis roulant : corri corri e sei sempre nella stesso punto ; la striscia gommata sotto le tue scarpe si srotola lasciandoti l’illusione che avendo il controllo della sua velocità di srotolamento tu abbia anche il controllo del raggiungere un obiettivo. Semplice illusione di movimento. Muoversi restando sul posto. Che assurdità!

Si sentì come un criceto che per anni aveva corso nella sua ruota colorata.

E ora era lì, con addosso tutto quel carico di realtà sbattuta in faccia e si sentiva….persa.

Stava per affrontare un normale viaggio e lo percepiva come se avesse dovuto attraversare uno Stargate.

Forse era proprio così.

Forse quella concretezza dell’uscire da una zona di comfort in modo drastico dopo anni di immobilità rappresentava davvero uno Stargate verso un mondo nuovo, certamente diverso da quello vissuto fino ad allora. Ricordò l’emozione intensa provata quel giorno di 27 anni prima quando appena diplomata partiva per Londra alla ricerca di un futuro da costruire. E realizzò che sarebbe stato bello ora, a quasi 50 anni, poter provare la stessa intensa fiducia in un nuovo futuro.

In un istante percepì quanto tutte quelle sensazioni le risultassero inutili e “scomode”.

Si alzò dal divano, tornò in camera da letto guardando la piccola parte di valigia già “pensata”, distesa su una metà del letto e aprì il trolley.

Una cosa alla volta” – pensò – “una cosa alla volta…il resto verrà da sé.”

 

 

 

 

Annunci

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...