DONNA PORTALE

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C’erano giorni in cui trascorreva il suo tempo ripensando al passato.

Non che la cosa la entusiasmasse, ma a volte i ricordi arrivavano come ondate in un giorno di mare in tempesta.

Allora come guardando un vecchio film, scorrendo le immagini, le tornavano alla mente, tutte le storie d’amore in cui aveva lasciato pezzi di sé.

La tecnologia del nostro tempo non le lasciava scampo e ogni tanto le capitava di scoprire il presente di qualcuno degli uomini che un tempo le aveva camminato accanto.

Ricordava quanto tempo trascorso ad ascoltare i loro timori, dubbi, insicurezze, quante parole spese a cercare di far si che trovassero sé stessi, che nutrissero i propri talenti e investissero la loro energia nel trovare la Via migliore da percorrere, verso una piena realizzazione di sé.

Ricordava interminabili discussioni, violente resistenze davanti ai suoi tenaci tentativi a farli uscire dalle paure, dalla mancanza di autostima, dal timore di non farcela, dalla confusione in cui albergava spesso la mente davanti alla consapevolezza della fatica che quel percorso avrebbe richiesto.

Ricordava quanto, questo suo agire, aveva procurato alla fine, solo dolorose ferite, punti di rottura tali da incrinare per sempre il rapporto, fughe strategiche davanti all’impossibilità di affrontare un vero cambiamento, di fare un salto o anche solo un passo per attraversare la soglia di una Vita Diversa.

E guardandoli ora, lontani da lei, scoprirli sereni in nuove relazioni, o intenti a godere, finalmente, sviluppando i propri talenti musicali, artistici, creativi, investire la propria energia nel crearsi una vita più in sintonia all’anima che da sempre li aveva caratterizzati, provava un misto di sensazioni difficili da definire.

Gioia per aver prodotto comunque un risultato.

Rabbia per non aver potuto condividerlo.

Invidia per coloro che ne potranno godere in futuro.

E finì col pensare, non senza sorridere di sé stessa e della sua vena di presunzione, che forse un po’, fosse anche merito suo, che forse il suo “ruolo” come donna in questa vita fosse proprio quello : Una Donna Portale, ecco cos’era, una Donna Portale.

Forse il suo compito era solo risvegliare la loro parte più profonda, scuoterli dal Sonno primordiale, trasferirgli la speranza di una possibilità, a loro comprensibile e realizzabile però, solo dopo aver preso le distanze da ciò che proprio lì, li aveva condotti: Lei e la sua caparbietà.

Tanta fu la gioia che provò in quell’istante, per aver compreso che forse tutto aveva un senso, tutta quella sofferenza, tutta quella fatica e quei difficili momenti di rottura dei rapporti, aveva un motivo ben preciso.

Tanta fu la tristezza che al contempo sentì scavarle l’anima, al pensiero che forse non avrebbe potuto avere la stessa fortuna in questa Vita.

Non sapeva se mai sarebbe stato possibile anche per lei incontrare chi avrebbe creduto ciecamente nelle sue possibilità, facendole scoprire la sua forza, sviluppare i suoi talenti, trovare la sua Via e insieme condividerla.

Chissà se anche per lei esisteva un Uomo Portale.

Guardando fuori dalla finestra spalancata, l’aria fresca della sera, il canto degli uccellini al tramonto nel giardino, la malinconia la avvolse e un sorriso le inondò il volto.

Di una cosa era certa. Quando sarebbe giunto, non avrebbe esitato ad attraversarlo.”

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