liberi pensieri

Caspita….è tutto il pomeriggio che cerco di capire come far funzionare questa macchina machiavellica di blog! Speravo fosse un pò più semplice…sapevo non lo sarebbe stato. 🙂

E’ diventata una sfida con me stessa..io e i numeri non siamo mai andati d’accordo e la mia forma mentis è poco abituata ad insinuarsi nei meandri di css, template e widget…ma va da sé che sembra assolutamente necessario che io scuota la mia mente e cominci a elasticizzare il mio cervello fino a rendere la sua forma plasmabile al web.

Ce la farò ragazzi…chiano chiano come dicono i napoletani….ma ce la farò! Promesso!

13/02/2011

..come una quercia....

” La ragione e la passione sono il timone e le vele dell’anima navigatrice. Se le vele o il timone si spezzano, voi non potrete che essere sballottati e portati alla deriva, oppure restar fermi in mezzo al mare. Poiché la ragione che domina da sola è una forza limitante e la passione trascurata è una fiamma che pian piano si consuma sino a distruggersi. Perciò fate che la vostra anima innalzi la ragione fino all’apice della passione affinché essa possa cantare e diriga la passione con la ragione, di modo che la passione possa vivere e, tramite quotidiana resurrezione, rinascere rinnovata, come la fenice dalle proprie ceneri. “

K. Gibran

NON VOGLIO SAPERE

Non voglio sapere quel che fai per sopravvivere,
Voglio sapere per che cosa soffri,
e se sai almeno sognare di accettare la passione del tuo Cuore.
Non voglio sapere le pene dei tuoi anni.
Voglio sapere se sai rischiare di sembrare matta per amore,
per i tuoi sogni, per l’avventura di essere viva…
Non voglio sapere quali pianeti sono in quadratura con la tua luna
Voglio sapere se hai toccato il centro del tuo dolore,
se sei stata aperta ai tradimenti della vita
o ti sei ritirata e chiusa per paura di ulteriore dolore.
Voglio sapere se puoi star seduta con il dolore, il mio o il tuo,
senza far niente per nasconderlo, o mascherarlo o immobilizzarlo.
Voglio sapere se puoi stare con la gioia, la mia o la tua;
se puoi danzare nascostamente nel silenzio
e lasciare che l’estasi ti riempia fino alla punta delle dita
senza ammonirti di stare attento,
di essere realista, o di ricordarti le limitazioni dell’umano.
Non voglio sapere se la storia che stai raccontando è vera.
Voglio sapere se puoi deludere gli altri per essere vera con te stessa,
se puoi sopportare l’accusa di tradimento e non tradire la tua anima.
Voglio sapere se puoi essere fedele alla tua fede silente,
se sai vedere la bellezza anche nell’orrore di ogni giorno,
e se sai nutrire la tua vita della Sua presenza.
Voglio sapere se puoi vivere con il fallimento, il tuo e il mio,
e ancora ergerti sulla riva di un lago e gridare all’argento della luna piena, “Si!”
Non voglio sapere dove o come o perché vivi.
Voglio sapere se puoi continuare a vivere dopo un giorno di pena e disperazione
addolorata e ferita fino alle ossa, e fare ciò che c’è da fare…
Non voglio sapere se sei felice o no , se lo sono o no.
Voglio sapere se sai stare al centro del fuoco insieme a me e non ti ritirerai.
Non voglio sapere dove o cosa o con chi hai vissuto e vivi.
Voglio sapere che cosa ti sostiene quando tutto il resto cade giù.
Voglio sapere se puoi stare sola con te stessa,
e se veramente ti piace la compagnia che ti dai nei momenti vuoti
di ogni presenza.

di Orso che danza, il pellerossa, l’anziano sognatore delle Montagne.


DISTONIA E ARMONIA
L’essere distonici ci impedisce di cogliere maggiormente l’armonia che ci circonda, rendendo tutto disarmonico oppure in realtà ci consente di evidenziare meglio tutto ciò che contrariamente a noi esprime profonda armonia?

Oppure:

Quanto la nostra disarmonia interna ci impedisce di cogliere l’armonia intorno a noi colorando e rendendo tutto profondamente distonico e quanto invece ci facilita la percezione di ciò che contrariamente a noi è pura espressione armonica della vita nella sua interezza?

Oserei dire entrambe le cose…ci sono momenti in cui , pur percependo la mia profonda disarmonia, osservando il mondo esterno, mi accorgo che questo mio stato mi consente di riconoscere maggiormente l’armonia che mi circonda : le sfumature incredibili di un tramonto, l’azzurro disarmante del cielo che squarcia nuvole cariche di pioggia, la rigogliosità di un albero carico di fiori di pesco appena sbocciati, il calore di un abbraccio, la sensualità del passo felino di una donna in tacco dodici, il profumo di una torta appena sfornata…
In altri momenti invece, mi rendo conto che la mia potente distonicità, mi impedisce di cogliere anche la più palese armonia e il mio atteggiamento diventa cinico, scostante incredulo, disfattista anche davanti al più disarmante dei sorrisi, alla più vibrante manifestazione della natura, alla più stupefacente espressione di bellezza dell’esser umano…
Credo che ogni stato che viviamo al nostro interno sia arma a doppio taglio..tutto dipende dall’uso che riusciamo a farne, dalla nostra capacità di utilizzarlo in senso positivo, dal nostro non dimenticare l’obiettivo fondamentale: trasformare ogni stato in strumento di crescita.

Facile? Difficile?
Facile quando siamo proiettati positivamente e abbiamo chiarezza d’intenti al nostro interno, quando il nostro desiderio è reale e potente. 
Difficile, quando siamo stanchi, delusi, amareggiati, confusi, già schiacciati da pesi da cui non riusciamo ad affrancarci.
Una cosa è certa..tutto ciò che è armonico, conduce inevitabilmente ad altra armonia e Armonia non può che essere Bellezza.
Anna Falcinelli



IL CORAGGIO – INSEGNAMENTI DI DJWHAL KHUL

“Ci vuole coraggio per prendere delle decisioni spirituali e mantenerle; ci vuole coraggio per adattare le vostre vite, quotidianamente e sotto tutti gli aspetti, alla necessità del momento e al servizio dell’umanità; ci vuole coraggio per dimostrare a chi vi circonda che l’attuale catastrofe mondiale è più importante per voi che non le insignificanti questioni della vostra vita individuale e i vostri contatti banali; ci vuole coraggio per abbandonare gli alibi che finora vi hanno impedito di partecipare allo sforzo globale che caratterizza oggi le attività della Gerarchia (gli Esseri di Luce).
Ci vuole coraggio per fare dei sacrifici, per negare il tempo alle attività non essenziali e per trattare il corpo fisico come se fosse libero da ogni impedimento; ci vuole coraggio per ignorare le eventuali debolezze, la stanchezza implicita di una vita lunga, le tendenze fisiche che ostacolano e limitano il vostro servizio, l’insonnia che viene dalla pressione del mondo o da un programma di vita mal regolato, e il nervosismo e la tensione che oggi sono il destino comune; ci vuole coraggio per affrontare la vita in favore degli altri e per cancellare i propri desideri nell’emergenza e nel bisogno.”

                      DJWHAL KHUL, IL TIBETANO

2 pensieri su “liberi pensieri

  1. Il coraggio è vivere la vita per gli altri. Questo è il segreto della felicità Lui ha fatto così. Grazie a tutti un abbraccio maria rosa

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